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Indice analitico
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H |
Nella notazione tedesca
il Si naturale viene indicato con la lettera
H
ed il Si bemolle con la lettera B. |
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HABANERA |
Danza popolare cubana accompagnata da canto, tipica dell'Avana da cui
deriva il nome, ma originaria della Spagna. Ha ritmo simile al tango ed
il tempo è di 2/4.
Famosa l'habanera inserita nell'opera "Carmen" di Bizet. |
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HAYDN |
Brani usati da noi: |
HALF
DIMINISHED |
Letteralmente semidiminuito. Accordo di 7a di terza specie con 3a
minore, 5a diminuita e 7a minore. |
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HANDEL |
Brani usati da noi: |
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HARD BOP |
(bop duro). Corrente del jazz statunitense nota negli anni 1955-60
all'interno del recupero del Be-Bop ad opera di musicisti dell'East
Coast (S.Rollins, M.Davis). Precorre il Free Jazz. |
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HARMONIUM |
Strumento ad ancia libera senza canne, munito di un sistema a mantice e
di una tastiera. Destinato a sostituire l'organo in ambienti
relativamente piccoli. Il suono viene prodotto da linguette metalliche
messe in vibrazione dall'aria immagazzinata in un serbatoio mediante due
mantici azionati col piede e liberata dall'azione esercitata sui tasti
della tastiera. |
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HELMHOLTZ |
(risuonatori). Sono sfere o cilindri di metallo oppure di cristallo che
hanno la capacità di rinforzare per simpatia un armonico di un dato
suono del quale hanno lo stesso tipo di frequenza. Servono quindi ad
effettuare l'analisi degli armonici e del suono in genere. |
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HERTZ |
In acustica indica l'unità di misura delle frequenze, cioè il movimento
di andata e di ritorno di una vibrazione. Un suono si dice che ha la
frequenza di 340 Hz se, in un secondo compie 340 vibrazioni doppie. Il
nome Hertz è tratto da quello del grande fisico tedesco. |
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HILLY BILLY |
Musica popolare degli americani bianchi
originaria dei Monti Appalachi.
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HORNPIPE |
Antica danza inglese vivace, in
tempo ternario e poi binario. |
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HOT |
(parole che significa indiavolato). Si dice del jazz come lo praticavano
i grandi improvvisatori neri verso il 1925-1930 (Armstrong aveva dato
alla sua prima orchestra il nome di Hot Five). Lo stile Hot impiega i
procedimenti più espressivi di colorazione del suono, gamme di
vibrazioni, inflessioni, portamenti, ecc... |
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HOT JAZZ |
Denominazione attribuita negli anni 30 al jazz tradizionale, per
sottolineare la particolare carica espressiva in contrapposizione al
Cool Jazz. |
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ICTUS
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E' un accento ritmico speciale che coincide con l'accento metrico delle
misure di un pensiero musicale. Mentre l'accento metrico serve a
misurare la lunghezza di una battuta, l'ictus caratterizza il ritmo che
si svolge dentro e fuori una battuta. Può essere iniziale e finale.
Per l'inizio del frammento musicale si distinguono tre tipi di ictus:
-Tetico
Quando il frammento ritmico comincia in battere coincidendo quindi con
l'accento metrico.
-Protetico o Anacrusico
Quando il frammento ritmico comincia in levare verso la fine della
battuta precedente. In questo caso l'ictus cade sul battere della
seconda misura.
Acefalo o Procatalettico
Quando sul primo accento metrico vi è una pausa e subito dopo vi sono i
suoni. In questo caso l'ictus cade sul vuoto ritmico.
Per il secondo ictus che colpisce la parte finale del frammento melodico
si distinguono tre tipi di chiusure ritmiche, ovvero tre tipi di ictus:
-Maschile o Tronco
Quando il frammento termina in battere-
-Femminile o Piano
Quando termina dopo l'accento metrico con due o più note (in genere con
una appoggiatura).
-Maschile Femminilizzato
Quando il motivo viene prolungato da alcune note ribattute non
necessarie al discorso musicale.
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IDIOFONO |
Termine sostituito da Sachs e Hornbostel a quello, Aerofono, ideato da
Mahillon, indica qualsiasi strumento non provvisto di ance, di corde o
di membrane e il cui corpo solido è l'unico mezzo vibrante che serve a
produrre un suono (xilofono, tamburo di legno, scacciapensieri, putipù
napoletano, ecc...). |
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IMBOCCATURA |
Parte di uno strumento a fiato sul quale si applicano le labbra
dell'esecutore, in funzione di ancia per produrre il suono. |
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IMITAZIONE |
Termine contrappuntistico che indica una scrittura fondata sulla
ripetizione di un breve motivo. Nell'imitazione una parte riproduce un
periodo o un frammento proposto da un'altra parte. La parte che propone
si chiama antecedente e quella che risponde conseguente.
L'imitazione è regolare quando la voce rispondente riproduce con
esattezza gli intervalli della voce proponente. E' irregolare quando si
risponde ad un intervallo maggiore con un intervallo minore e viceversa. |
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Impressionismo |
Tendenza musicale che s'ispira all'espressione, cogliendo stati d'animo
e sentimenti personali, opponendosi alla musica descrittiva. C.Debussy
usando la scala esatonale, i cui suoni sono posti a distanza di toni, è
considerato il caposcuola di questa corrente. |
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IMPROMPTU |
Brano musicale improvvisato o
composizione scritta di carattere e stile improvvisatorio. |
Improvvisazione
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Composizione estemporanea creata li per li da uno o più esecutori.
Solitamente s'improvvisa su un tema, su una melodia, su una successione
di accordi, ma anche senza un preesistente punto di partenza. Molti
pensano che l'improvvisazione sia una prerogativa in esclusiva della
musica jazz, mentre è stata sempre diffusa nel canto Gregoriano, nella
polifonia cinquecentesca, nelle fioriture e nelle cadenze della musica
barocca. |
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IMPROVVISO |
Generalmente composizione per pianoforte, di stile libero, che
da idea di una improvvisazione. |
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INCISO |
E' la più piccola espressione ritmico-melodica del pensiero musicale e
si articola in due movimenti ritmici: uno di slancio e l'altro di caduta
(arsi e tesi). |
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INFLESSIONE |
Variazione di tono, d'accento o d'intensità della voce parlata o
cantata. Calamento della linea melodica di un lieve intervallo
discendente (seconda o terza). |
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INFRASUONO |
Onda o vibrazione che ha la medesima natura fisica di un suon, ma che ha
la frequenza molto debole per dare sensazione uditiva. |
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INNO |
Canto liturgico o nazionale |
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IN NOMINE |
Composizione contrappuntistica,
su tema liturgico, usata in Inghilterra nei secoli XVI e XVII, perlopiù
eseguita da viole. |
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INSONORIZZARE |
Proteggere una sala dai rumori esterni o ridurre il livello dei rumori
che vi sono prodotti. In alcuni casi si usano dei pannelli per evitare
la risonanza (insonorizzare significa anche isolare acusticamente).
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INTAVOLATURA |
Termine antico che indicava la disposizione, su di un'unica tavola, di
tutte le parti di una composizione polifonica o di uno strumento a più
corde, come il liuto. |
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INTENSITA' |
E' quella qualità o carattere che ci fa distinguere la forza e la
debolezza di un suono. Questa qualità dipende dall'ampiezza delle
vibrazioni (più sono ampie più il suono è forte) e dalla distanza che
intercorre fra la fonte sonora e chi ascolta il suono. |
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INTERFERENZA |
E' un fenomeno acustico prodotto dalla sovrapposizione di due
moti vibratori, che differiscono tra loro di qualche vibrazione,
come un Do accordato e un Do un pò calante. All'inizio, essendo
i loro moti vibratori in concordanza di frase, danno origine ai
battimenti o rinforzi del suono. Dopo mezzo secondo trovandosi
in discordanza di fase, danno luogo all'interferenza, cioè al
silenzio parziale o all'abbassamento d'intensità del suono. |
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INTERLUDIO |
E' un breve brano per organo, con carattere di improvvisazione, scritto
fra due strofe di un corale o di un inno. |
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INTERMEZZO |
Composizione strumentale destinata ad essere eseguita tra i diversi atti
di uno spettacolo. |
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INTERO |
In musica la figura che vale un intero è la semibreve (graficamente
viene indicata con un cerchio vuoto).
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INTERPLAY |
E' lo scambio e la comunicatività musicale che avviene ed esiste tra
improvvisatori. |
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INTERVALLO |
L'intervallo è il rapporto di altezza che intercorre tra due suoni,
generalmente calcolato dal grave all'acuto. Può essere:
-melodico, se le due note sono scritte (e quindi eseguite) una dopo
l'altra.
-Armonico, se i due suoni si producono contemporaneamente, dando origine
al bicordo.
Gli intervalli vengono classificati in: maggiori, minori, giusti,
eccedenti, più che eccedenti, diminuiti, più che diminuiti, calcolando
il numero dei toni e semitoni in essi contenuti che rendono la distanza
più o meno ampia.
L'intervallo può essere calcolato con il numero delle corde secondo
l'antica scuola napoletana: il calcolo viene effettuato conteggiando
tutti i suoni cromatici compresi nell'intervallo.
Esempio:: l'intervallo Do-Mi (3a maggiore) comprende cinque corde
(Do-Do#-Re-Re#-Mi) a questo punto possiamo stabilire che in tutti gli
intervalli di terza maggiore vi sono 5 corde. Questo procedimento si
adotta per tutti gli intervalli. |
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INTONAZIONE |
Conferimento del giusto tono ad uno strumento, oppure, emissione di un
suono vocale o strumentale alla giusta frequenza. |
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INTRODUZIONE |
Breve brano di andamento lento che si trova all'inizio di una
sonata o di una sinfonia. |
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INVENZIONE |
Termine del quale s'ignora l'origine e che evoca uno stile più che una
forma cotrappuntistica. Bach ha scritto 15 invenzioni a due voci per
tastiera (1723), sono brevi pezzi binari di stile imitativo, assai
simili al preludio. |
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INVERSIONE |
Cambiamento di posizione tra due
note di un intervallo; trasformazione di ogni intervallo ascendente in
discendente e viceversa, nell'ambito di una melodia. |
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IONICO |
Uno dei vecchi modi. Vedi modi. |
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IPERTONO |
Vedi suoni armonici |
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IRREGOLARE |
Riferito alla sincope |
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ISOCRONISMO |
Legge scoperta da Galileo Galilei nel veder oscillare il lampadario
nella chiesa del duomo di Pisa. Le oscillazioni del pendolo sono
isocrone, cioè di uguale durata, qualunque sia la loro ampiezza. Tale
legge vale anche per le vibrazioni dei corpi elastici come le corde. |
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ISOCRONO |
(dal greco isos = uguale e cronos = tempo). Le vibrazioni quando sono
isocrone (regolari) producono un suono determinato, quando non lo sono
producono un suono indeterminato (rumore). |
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ISORITMIA |
Ripetizione di uno stesso ritmo
con note diverse caratteristica della polifonia medioevale. |
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