La difficoltà
estendere un trattato esauriente riguardo all'argomento
abbellimenti in un manuale
di teoria della musica, sono da attribuire al fatto che un
manuale dovrebbe fotografare
una situazione ben definita mentre noi ci troviamo davanti a
mutazioni anche radicali, per i quali, data la notorietà dei
citati, non possiamo mettere in discussione.
Per meglio esprimermi,
un'appoggiatura eseguita in musica di Bach o di Haendel è
diversa da un'appoggiatura in Mozart o in Beethoven e tutte
queste sono ancora diverse
dalle appoggiature che si trovano in Chopin o Schumann.
Badate per
"diverso" non si intende,
diverso il segno che la esprime, ma nel modo con il quale
risolvere,
in termini di durata e di ritmo.
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Data questa
premessa, e non potendo eludere l'argomento, è bene
precisare i limiti entro i quali (almeno per il
momento), si svilupperà il nostro lavoro e cioè:
parleremo
solo degli abbellimenti più comuni, quelli usati nel
periodo classico, romantico e tutt'ora in studio presso
i nostri Conservatori e le migliori scuole di musica
(rimandando al futuro una ricerca sulle differenze sopra
citate).
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