Graficamente gli
abbellimenti si esprimono con note o gruppi di note scritte
con carattere più piccolo ma anche con segni convenzionali,
che vanno ad essere collocati prima o sopra una nota
reale oppure fra due note
reali di una melodia.
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La spiegazione degli
abbellimenti secondo le regole di una esposizione
astratta di teoria della musica presenta grosse
difficoltà,
Questo perchè negli
ultimi secoli le pratiche musicali, i cambiamenti di
stile, le differenze di scuole, il gusto dei
compositori, le qualità foniche degli strumenti
impiegati ed anche le diverse qualità vocali dei
cantanti, hanno contribuito a modificare continuamente i
vari abbellimenti e le prassi
esecutive, tanto che, come detto, ancora oggi
l'argomento non ha raggiunto una chiara e precisa
direttiva.
Non
è raro assistere nelle prove di un concerto o una
sonata, che dei solisti siano costretti a mettersi, per
cosi dire, d'accordo
fra di loro per dare una unità alla
loro esecuzione.
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Per
comprendere quanto questa materia sia complessa e mutevole, si
deve sapere che in determinate epoche i
cantori e gli strumentisti, volendo dare
forma grafica a questi ornamenti,
cominciarono a distinguerli con dei segni convenzionali.
Fu così che
ogni compositore creò una propria "Tavola esplicativa", in cui
erano raffigurati gli
abbellimenti e il loro relativo
modo di esecuzione.
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Tante erano le tavole, ma
nessuna regola generale, infatti lo stesso segno poteva essere interpretato
diversamente dai vari esecutori e autori, anche se della stessa epoca.
E' facile comprendere che la causa maggiore
di tale confusione, non è da attribuire ai personalismi individuali ma alla
mancanza di comunicazione.
Tra gli autori più fiorenti vanno citati: D'Anglebert,
Couperin, Rameau, Kuhnau, Muffat.
Molti segni da loro adottati, sparirono
dall'uso dopo la metà del XVIII secolo.
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Dobbiamo perciò
concludere che una corretta ed esauriente trattazione degli
abbellimenti la si può sviluppare solo attraverso
una esposizione storica nella quale si identifichi
epoca per epoca,
secolo per secolo,
scuola per scuola, rapportando gli abbellimenti
che erano impiegati e le modifiche che questi hanno subito
fino ad oggi. |
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